sabato 9 novembre 2013

Il vicino mi ha salutato

Ho abitato in questa casa dalla quinta elementare. Finalmente di nuovo il giardino. Io e Fat a combattere tutte le guerre possibili. L'accademia militare l'abbiamo fatta in giovane età. Quante carneficine. Il vicino. Classico vicino dalle movenze medio borghesi che va anche a giocare a golf. Che poi lo farei anche io, chi non lo farebbe. Classico vicino con delle abitudini strane tra le quali il prato all'inglese tagliato ogni Santa domenica mattina di tutto il periodo primaverile estivo, dall'ignoranza tagliente e ottusa e di una antipatia noiosa con la quale non puoi metterti a cercare di trovare una soluzione semplice ai problemi della quotidianità. Il mio gatto gli scavava le buche nel prato. Nel caso fosse vero, io non ho mai visto il mio gatto scavare un buco se non nella sabbia dove cacava, ha fatto bene. Vaffanculo che in fondo sei solo un uomo triste che non ha altro rimedio al suo tedio quotidiano che lavare la macchina in cortile.

Per la prima volta oggi mi ha salutato. Incredibile gesto di altruismo e cortesia che non mi sarei aspettato. 
Solo che l'ho salutato in ritardo e lui se n'era già andato.
Il mio tempismo è sempre in ritardo.

Tornare in provincia il weekend riserva sempre strane sorprese.


sabato 2 novembre 2013

Nick Fury, lo sbarco e la guerra.

Quattro e un quarto. SanSalvario, torno a casa dopo cena e serata col primo gruppo stoner coi soldi della cassa di gruppo (comprate una maglietta che dobbiamo andare a cena, sul foglio delle ultime magliette). Deserto. E silenzio. E mi rendo conto del fatto che stare a Torino dà un senso di indipendenza e libertà, che alle quattro e un quarto di mattina ti permette di barcollare fino a casa senza farne un problema. Godendo del silenzio surreale che hai intorno. Che mi ricordo quando ancora non patentato venivo a Torino e la sensazione era sono perso è tutto uguale. Surreale mancanza di orientamento. O quando da bambino avevo l'amico di Torino che beccavo solo d'estate che Torino sembrava lontana anni luce. Insormontabili distanze. Chissà che fine ha fatto. Godo della città silenziosa senza nemmeno gli spacciatori. Niente io e le macchine parcheggiate. 


Ho pensato a questo mentre tornavo a casa. Episodio casuale di vita inutile.