Ho pensato a questo mentre tornavo a casa. Episodio casuale di vita inutile.
sabato 2 novembre 2013
Nick Fury, lo sbarco e la guerra.
Quattro e un quarto. SanSalvario, torno a casa dopo cena e serata col primo gruppo stoner coi soldi della cassa di gruppo (comprate una maglietta che dobbiamo andare a cena, sul foglio delle ultime magliette). Deserto. E silenzio. E mi rendo conto del fatto che stare a Torino dà un senso di indipendenza e libertà, che alle quattro e un quarto di mattina ti permette di barcollare fino a casa senza farne un problema. Godendo del silenzio surreale che hai intorno. Che mi ricordo quando ancora non patentato venivo a Torino e la sensazione era sono perso è tutto uguale. Surreale mancanza di orientamento. O quando da bambino avevo l'amico di Torino che beccavo solo d'estate che Torino sembrava lontana anni luce. Insormontabili distanze. Chissà che fine ha fatto. Godo della città silenziosa senza nemmeno gli spacciatori. Niente io e le macchine parcheggiate.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento