martedì 24 dicembre 2013

All'aperitivo coi Ponches

Scrivo questo post in quanto l'aperitivo coi Ponches è un momento raro, di cui c'è poco da dire. Parliamo sempre delle stesse cose. Calcio, punkrock e femmina. Un grande classico che in fondo ci si diverte sempre molto. A sto giro dopo il 4 drink, senza un particolare motivo si è parlato del proprio funerale. Ne è venuto fuori qualcosa tipo gente vestita da marinaio di marina con le divise bianche e tre spari di fucile. Che sono diventate raffiche di AK-47 ma perché siamo amanti del genere anarco-vietnamita. L'idea di mettere dei petardi nella bara per far finire tutto col botto e magari con qualche fuoco d'artificio ci ha entusiasmato parecchio. Si è parlato anche di esplosioni non indifferenti con applauso finale. L'unica nota triste è stato il non potersi godere tutto lo spettacolo. Perché anche la canzone fa la sua parte. In fondo è il tuo ultimo stagediving. E personalmente credo sia la visione più fottutamente macabra ed entusiasmante del finale della mia insulsa e quantomeno struggente vita. Il tuo ultimo stagediving, credo che la canzone sia da scegliere decisamente bene. Dopodiché è finito tutto in confusione. A parlare di gente che non conosco, che anche quel tipo che mi pare di conoscere ha fatto una roba simile solo che poi non se lo ricordava. Ah si quello di cui già abbiamo parlato in macchina tornando dalla serata a vedere i Manges. Ne abbiamo parlato due ore. E lo ripetiamo. All'infinito. C'era del nervosismo, come sempre. C'era la grappa, come sempre. C'era il SanSimone, come sempre. C'era il presobenismo preso male, come sempre.

Non abbiamo mai avuto grandi pretese. È la cosa essenziale. E fortunatamente ne conosco abbastanza, non molta ma abbastanza, di gente così.

Riuscire ad organizzare un aperitivo all'anno è sempre una gran fatica. 

#CanavesePunkRock, svogliatamente canavesani. 

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