venerdì 13 dicembre 2013

Ho visto il futuro

Una città che non conosco. E non ho la minima idea di come ci sia finito. Ma so di essere li per un motivo preciso.
Quindi mi ritrovo di lato ad una strada, sotto una qualche specie di costruzione di mattonelle rosse, lisce, come se ne vedono nelle case al mare. Ci sono dei vasi bianchi rettangolari, con piante prossime alla morte dentro. La cosa strana è che sono li sotto ma sono anche fuori. Ho una visuale ampia della scena ma ci sono anche dentro. La strada sta quattro o cinque scalini più sopra, scalini di marmo sporco e scheggiato, di una scala sporca con i corrimano arrugginiti, gialli e bianchi allo stesso tempo. Sono con Fat e anche lui sa che siamo li per un motivo preciso. Ma il motivo non lo sappiamo. C'è una porta di vetro con una cassetta della posta sul muro, con un citofono pieno di nomi e campanelli, tipo dei palazzoni. Ma non è un palazzone. Spostarsi nel futuro funziona in modo semplice, e per qualche motivo è qui che capisco di essere nel futuro. Un lungo nastro trasportatore al quale sono appesi dei manubri, è sospeso su una lunga, infinita, catasta di immondizia. Con una semplice spinta vai dove ti pare. Lungo il nastro. Non è molto moderno, ma non mi sono posto il problema. E dopo una spinta iniziale mi ritrovo in macchina, in coda, e piove. In coda su una qualche specie di raccordo con a lato palazzi e palme. Piove. Di fronte a me personaggi dall'aspetto umanoide cavalcano bestie strane simili a lucertole marroni, imprecando in una lingua che non capisco. Ci ritroviamo in una casa e capisco che è li il posto in cui saremmo dovuti andare. Ricordo solo il bagno, con le piastrelle blu. C'è qualcuno in casa, è una ragazza. Sta venendo a parlarci. Mi sveglio di colpo. Agitato e con le palpitazioni, come se avessi fatto sei piani di scale di corsa. "Ho viaggiato nel futuro" è la prima informazione che mi arriva al cervello. E ne sono convinto. E lo sono perché la sensazione che provo è quella di essere stato ributtato dentro il mio corpo. Lo sento nella membra. E non me lo so spiegare. Ma so di essere stato nel futuro, in un posto che non conosco a fare non so che cosa. Probabilmente quella ragazza aveva le risposte. Forse no. Quello che so è che, molto probabilmente, non avrò più occasione di poterle parlare e farmi spiegare il motivo per cui io, senza essere avvertito, ho avuto la possibilità di vedere il futuro.

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